Leader mondiale per la qualità della vita
A chiunque proviate a chiedere le dieci cose irrinunciabili che porterebbe
su un'isola deserta, quasi certamente non mancherà di inserire
nell'elenco una scatola di Aspirina. Il "farmaco del secolo"
(così l'hanno chiamato nel Novecento) è nato in Germania
nel 1897, nella piccola fabbrica chimica Bayer di Leverkusen, fondata
una trentina di anni prima a Wuppertal dal commerciante Friedrich Bayer
e dal maestro tintore Friedrich Weskott per produrre coloranti all'anilina.
Nel 1897, dunque, Felix Hoffmann, un ricercatore chimico della Bayer,
riuscì a sintetizzare in forma chimicamente pura e stabile l'acido
acetilsalicilico, che un paio di anni dopo verrà registrato appunto
col marchio Aspirina. Il successo dell'Aspirina guida la crescita della
Bayer Ag (così si chiama dal 1972), che diventa uno dei maggiori
gruppi chimico-farmaceutici del mondo. Ma naturalmente Bayer non è
solo Aspirina. Negli anni la società ha sviluppato attività
in vari campi, conquistando una leadership indiscussa nel settore dei
Polimeri, nella Chimica di base e nella Chimica fine, nella Sanità
(farmaci e prodotti diagnostici), nei Fitofarmaci e nei Prodotti per l'alimentazione
e la cura degli animali. I numeri fanno una certa impressione: 120 mila
dipendenti, 350 società collegate, di cui 300 fuori dalla Germania,
più di 750 unità produttive distribuite nei cinque continenti,
un giro d'affari annuo che supera i 60 miliardi di marchi, 5000 brevetti
registrati ogni anno. Il successo dell'azienda è nato e continua
nei laboratori di Ricerca e Sviluppo, un'attività che dalla fondazione
ad oggi ha fruttato 180 mila brevetti e 70 mila marchi di fabbrica registrati.
Il tutto sempre con un'attenzione particolare alla tutela dell'ambiente,
che rappresenta una vera e propria missione per la Bayer.
Bayer
in Italia: nel segno dell'innovazione
La società è presente in Italia dal 1898. Oggi il Gruppo
Bayer in Italia dispone di 8 aziende, 2700 dipendenti, 6 poli produttivi,
un giro d'affari di 3400 miliardi l'anno che colloca la filiale italiana
al secondo posto nel panorama europeo del Gruppo, preceduta solo dalla
Germania.
Bayer Italia, come del resto il Gruppo nella sua totalità, dedica
particolare attenzione anche agli aspetti infrastrutturali riguardanti
il sistema informatico e i servizi interni. Per l'area dei sistemi informativi
di Bayer Italia (una settantina di persone, tutte concentrate nella sede
direzionale di Milano) il 1999 ha segnato una svolta storica. "Abbiamo
concluso un profondo processo di rinnovamento con l'abbandono del mainframe
come base dati e ampliata la migrazione in ambiente client/server",
dice Luigi Berchi, Direttore della Divisione BIT, una unità di
servizio trasversale a tutta l'organizzazione. "E' stato il primo
atto di una strategia che, tra il 2000 e il 2003, per spostamenti successivi,
vedrà l'implementazione piena di sistemi basati sulla tecnologia
Tcp/Ip. In questa fase di transizione, l'infrastruttura tecnologica ed
applicativa di Bayer è composita: applicazioni mainframe ospitate
su host presso la casa madre a Leverkusen e utilizzate dalle filiali di
tutto il mondo, sistemi Windows Nt, Novell (funge da file server, ma sparirà
nel corso del 2001), Unix (web e R/3). "La migrazione dal mainframe
ha richiesto la conseguente migrazione dalle reti Sna verso un sistema
di reti locali e geografiche in grado di connettere i vari sistemi - dice
Ferruccio Radici, responsabile servizi infrastruttura Ict - Con questo
tipo di connessione siamo pronti a installare la tecnologia Tcp/Ip".
Governare
la complessità
L'infrastruttura di rete complessa ed eterogenea e la criticità
dell'ambiente operativo di Bayer Italia richiedono un continuo monitoraggio,
non solo per scoprire gli eventuali colli di bottiglia, ma anche per capire
bene tutti gli utilizzi possibili, soprattutto in un contesto in cui,
giorno dopo giorno, la massa dei dati trasportati dalle Lan e dalle Wan
e dal flusso di posta che passa attraverso Lotus Notes cresce a dismisura.
Un dato per tutti: in brevissimo tempo si è passati da 50 Gb di
posta sotto Lotus Notes in linea a 150 Gb! Un volume enorme, in grado
di mettere in crisi l'infrastruttura in qualsiasi momento. "Da qui
l'esigenza di dotarci di due strumenti - afferma Radici - Uno che tenesse
sotto osservazione il funzionamento della rete, l'altro che rilevasse
chi, come e quando la utilizzava". Per la prima attività,
è stata scelta la piattaforma Tivoli. "Per la seconda - ricorda
Berchi - abbiamo sondato il mercato in profondità per cercare un
valido prodotto che avesse come prerequisito la piena integrazione con
Tivoli". La scelta è caduta sulla suite EcoSystems di Compuware,
formata da EcoScope ed EcoTools. I due prodotti di Compuware sono stati
testati all'interno di un progetto pilota di implementazione della versione
4.6 di R/3 e di Apo, entrambi prodotti di Sap, nello stabilimento Bayer
di Garbagnate. I risultati del progetto avrebbero poi accompagnato l'installazione
dei prodotti Sap in tutto il Gruppo Bayer a livello mondiale. "In
questo contesto - aggiunge Berchi - era molto interessante guardare con
attenzione agli aspetti infrastrutturali oltre che a quelli applicativi,
per verificare come le infrastrutture dovessero essere dimensionate nell'ambito
del nuovo ambiente". La valenza del progetto, internazionale, obbligava
all'utilizzo di strumenti di misura di performance delle infrastrutture
di rete, quali, ad esempio, i tempi di risposta. Era quindi necessario
avere puntualmente i punti di utilizzo e i tempi di risposta di ogni singola
tratta che il pacchetto attraversava nel suo viaggio tra il server, localizzato
in Germania, e il Pc dell'utente finale. L'obiettivo è stato raggiunto
con EcoScope ed EcoTools. Il trial ha avuto pieno successo e Bayer Italia
ha formalizzato l'acquisizione definitiva della soluzione. Compuware ha
offerto i propri servizi professionali per l'implementazione e la configurazione
di EcoSystems, e per il training del personale Bayer che l'avrebbe in
seguito utilizzata.
La
scelta della suite di Compuware
Perchè la scelta è caduta proprio su questi due prodotti?
"Perchè la suite EcoSystems presenta innumerevoli vantaggi
- risponde Radici - La modularità, la semplicità e l'immediatezza
dei risultati, la caratterizzazione del carico di lavoro, la piena compatibilità
con Tivoli, la trasversalità rispetto a tutte le applicazioni gestite,
la capacità di lavorare in parallelo con altri strumenti di monitoraggio
e di diagnostica della rete, il dettaglio delle informazioni ottenibili
applicando il controllo ad un'applicazione specifica quale, ad esempio,
R/3". In particolare, Radici pone l'accento sulla possibilità
di installare sonde e componenti di EcoTools ed EcoScope in qualsiasi
luogo della rete. Berchi ricorda inoltre come "a Garbagnate la suite
di Compuware ci ha indicato rapidamente quali fossero le azioni da intraprendere
per affrontare razionalmente il progetto. In questo modo abbiamo evitato
di indirizzare risorse laddove non servivano". E ancora Berchi ricorda
come sulla scelta abbia pesato il prestigio del marchio Compuware, "il
marchio di un'azienda seria, nota e di successo". Un piccolo rimpianto,
però, Berchi e Radici ce l'hanno ed è relativo alla certezza
che il prodotto abbia maggiori potenzialità di quelle attualmente
utilizzate da Bayer Italia Spa. "Ma questo - precisa Berchi - è
solo un nostro problema interno relativo a risorse e competenze".
Una considerazione che ribadisce la qualità e la completezza della
soluzione di Compuware.
E
il futuro?
Bayer ha molte idee per il futuro. Ad esempio, la "caratterizzazione"
del traffico per ogni singola business unit. Capire quanto ogni divisione
utilizza la Rete, consentirebbe di allocare nel modo più giusto
i costi, ma soprattutto di far crescere i sistemi in un modo più
lineare e armonico. Questo soprattutto in previsione di una presumibile
esplosione dell'uso della rete e della richiesta di banda, determinato
dal fatto che l'azienda ha dato accesso a Internet a tutti i dipendenti.
"Per quanto riguarda le attività di misurazione - conclude
Radici - abbiamo in progetto di collocare sonde e componenti di EcoScope
ed EcoTools in ogni località, per raccogliere costantemente le
informazioni e definire dei report standard che caratterizzino il carico
in modo permanente". Il rapporto con Compuware si può configurare
come un rapporto di partnership? "Con Compuware siamo ancora nella
fase del rapporto classico tra cliente e fornitore - risponde Berchi -
Compuware ci fornisce ottimi prodotti, a cui fanno da corollario assistenza
e supporto di qualità. Però, non c'è ancora una responsabilità
diretta di Compuware sul funzionamento e sulla qualità della nostra
rete. Un'eventualità a cui siamo concettualmente aperti".